Martedì 12 ottobre 2021

Alle ore 9 si sono aperti i lavori con il saluto online del Ministro generale, fr. Roberto Genuin, che non è potuto venire a Częstochowa per problemi di salute: ha ringraziato fr. Štefan per la riflessione e tutti i confratelli per essere convenuti a questo incontro.

È stata poi la volta di Mons. Tomáš Halík, sacerdote della Repubblica Ceca e professore di filosofia, che in remoto ha parlato delle nuove sfide che la Chiesa europea è chiamata ad affrontare: liberarsi dalle forme morte del tradizionalismo e del rigidismo per aprirsi ad una scelta di fede personale e matura, senza fermarsi a guardare al glorioso passato ma proiettandosi in avanti. È necessario che le strutture della Chiesa siano aperte per accogliere chi è in ricerca: oggi c’è una grande sete di spiritualità, ecco perché è necessario un accompagnamento. Rispondendo ad una domanda sugli abusi, inoltre, fr. Tomáš ha sottolineato che bisogna riflettere sul celibato, che in molti casi è accompagnato dalla solitudine e dall’isolamento. La soluzione riguardo ai migranti, ha detto in risposta ad un’altra domanda, non è la chiusura totale delle frontiere, ma lo spirito di San Francesco, che ha mostrato il volto bello e accogliente della Chiesa: se incontrano diffidenza e odio, essi reagiranno in maniera negativa.

Dopo una breve pausa, è intervenuto online Sua Ecc.za Mons. Paolo Martinelli, frate cappuccino e Vicario episcopale della diocesi di Milano sul tema: “Vita religiosa e Frati Cappuccini in Europa”. Ha parlato della faticosa ricezione del Concilio Vaticano II oggi da parte della vita consacrata, soprattutto nelle richieste di riprendere in mano i consigli evangelici e di operare un rinnovamento. La storia, ha affermato, è andata avanti, mentre noi ci siamo fermati a parlare di come vivere la nostra consacrazione, tanto che la vita religiosa si è distaccata dal mondo. Occorre avere la saggezza di attraversare l’onda che ci viene incontro, alimentando uno sguardo di fede – quello di Cristo – sulla storia: è necessario assecondare criticamente la stagione storica che abbiamo davanti. Secondo lui, dovremmo passare dall’idea del rinnovamento a quella della riforma, e dunque accogliere il cambiamento come l’ingrediente essenziale per la nostra vita consacrata. Quest’ultima, infine, deve riconoscersi inserita nella Chiesa locale e stare accanto ai luoghi dove la gente vive, soffre, ama e spera.

Nel pomeriggio, alle ore 15, si è avuta la presentazione delle Conferenze cappuccine in Europa da parte dei rispettivi Consiglieri generali: prima il Vicario generale, fr. José Ángel Torres Rivera, ha illustrato la situazione della CIC; poi fr. Pio Murat ha mostrato numeri e strutture della CENOC e dell’ASMEN; ancora, fr. Piotr Stasińki ha parlato della CECOC; infine, fr. Francesco Neri si è occupato della CIMPCAP. I relatori, al di là delle statistiche, hanno principalmente offerto una lettura delle varie realtà dal punto di vista della collaborazione con altre Circoscrizioni europee e delle prospettive future.

Dopo la pausa, alle 16.30 i frati si sono ritrovati in 7 gruppi (5 di lingua italiana e 2 di lingua inglese) per confrontarsi e rispondere a due questioni preparate dalla commissione:

  1. Come vivere con coraggio oggi una stagione di riforma in Europa, rispondendo all’appello di Cristo a Francesco: «Va’ e ripara la mia Chiesa»?
  2. In un’epoca di globalizzazione e incontro fra culture, come accogliamo l’essere partecipi di questa Europa secolarizzata, con la presenza di diverse appartenenze religiose e culturali?

 

Successivamente ci si è riuniti tutti in assemblea per la condivisione e alle 18.30 sono stati celebrati i Vespri. Dopo cena, i frati si sono recati in Santuario per il tradizionale momento dell’“appello”, una preghiera a cui sono invitati tutti i gruppi quando arrivano a Częstochowa.

 

 

 

Foto

Video