Mercoledì 13 ottobre 2021

Dopo aver celebrato l’Eucaristia e le Lodi, alle 9 tutti i frati si sono ritrovati in assemblea per iniziare la seconda giornata dedicata all’aggiornamento strutturale dei Cappuccini in Europa. Il primo intervento è stato tenuto da fr. Onofrio Farinola, segretario dell’incontro, intorno al tema: “Essere Frati Cappuccini per quale Mediterraneo in Europa?”. Fr. Onofrio ha offerto un quadro d’insieme della situazione geografica, sociale e culturale del Mare nostrum, ricordando come anche a Papa Francesco stia a cuore la realtà di tanti popoli ed etnie che, spinti dalla povertà, dalla fame e dalla mancanza di lavoro, lo solcano, rischiando e – molto spesso – perdendo la propria vita. È necessario costruire una teologia e una spiritualità del Mediterraneo, ha affermato; mentre oggi, purtroppo, questo aspetto viene tralasciato, dimenticando così di fatto la nostra storia. Dobbiamo sempre più scoprirci frati “dei popoli”, non “del popolo”, perché così si rischia la deriva del nazionalismo e del populismo. Ora, ha detto, per noi cappuccini si tratta di non restare inermi di fronte alle urgenti situazioni di oggi, ma di stabilire la nostra tenda fraterna nei luoghi di frontiera, trasformando il senso del nostro essere missionari. Sono seguiti alcuni interventi molto vivaci e interessanti.

Dopo la pausa, c’è stata la relazione di fr. Roberto Genuin, Ministro generale. C’è molta disponibilità da parte dei frati cappuccini europei a mettersi a disposizione, ha affermato all’inizio. Ha poi esortato con forza i Ministri a collaborare totalmente per le aperture necessarie di collaborazione: non si fa un buon servizio alla propria Circoscrizione se non si diventa voce e forza per il cammino della Chiesa. Ha ricordato come l’obiettivo del nostro lavoro qui non è quello di mettere mano alle strutture, ma favorire l’autenticità della nostra vita oggi, ripartendo dalla nostra identità carismatica.

Parlando di solidarietà del personale, fr. Roberto ha ribadito che la collaborazione va incentivata, ma deve essere ben preparata; inoltre, va recuperato l’aspetto del dono vero e gratuito, senza pretendere alcun compenso. Riguardo alla collaborazione tra Province limitrofe, il Ministro è stato chiaro: essa è un valore in sé e deve entrare nelle scelte dei superiori europei; non è una perdita se ci si apre, anzi: si vive meglio. Sul “Progetto San Lorenzo da Brindisi”, riconoscendone la bontà, ha chiesto che ci sia un pieno coinvolgimento della Circoscrizione in cui la fraternità è inserita. Ha infine toccato l’argomento della formazione: partendo dalla constatazione che non si può riformare la nostra vita in Europa se non si fanno fraternità formative, fr. Roberto ha chiesto a tutti i Ministri di mettere a disposizione i loro frati.

In seguito, sono stati messi in onda diversi video preparati dalle varie Province europee sulle loro attività e iniziative.

A partire dalle 15.30 si sono succeduti tre interventi: prima suor Rachel Popkova, clarissa cappuccina della Repubblica Ceca, che ha presentato il progetto “Rivotorto di Santa Chiara”, nato a Firenze con l’obiettivo di creare un ambiente in cui le sorelle possono soggiornare per un certo periodo e fare esperienza di una preghiera profonda, una vita fraterna e uno stile povero; poi fr. Jürgen Neitzert, frate minore tedesco, già Consigliere generale, il quale ha delineato un quadro sintetico della realtà dei Frati Minori nel Vecchio Continente, che tende ad un inevitabile calo di presenze nel territorio, e ha messo in luce alcune prospettive per il futuro, rimarcando la volontà dei frati di collaborare sempre di più e di iniziare a cooperare anche con conventuali e cappuccini; infine Tibor Kauser, Ministro generale dell’OFS, che ha sottolineato luci e ombre dell’Ordine Francescano Secolare oggi, rilevando soprattutto come ci sia bisogno di assistenti spirituali preparati, che siano vicini ai laici con la loro testimonianza di vita e si dimostrino fratelli e non soltanto pastori.

Alle 17 c’è stato il tempo dei lavori di gruppo, nei quali i frati si sono potuti confrontare offrendo le loro osservazioni riguardo al futuro delle Conferenze europee, e a seguire la condivisione in assemblea. Alle 18.30, infine, i partecipanti hanno pregato i Vespri.